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Omaggio alla poesia


15/05/2012





La marchesa ai suoi inizi


09/05/2012


Luisa Amman si era sposata con Camillo Casati nel 1900. Erano stati in viaggio di nozze a Parigi, e visitato l'Esposizione universale.
Luisa era, in quel momento della sua vita, elegantissima e sobria. Una bella e perfetta milanese. Così la ricordava il disegnatore Paul Cesar Helleu, che in quel momento fuggente le fece un ritratto. E' come un'istantanea di una giovane donna con uno stupendo e misuratissimo cappello nero con piume. Il nero e le piume sarebbero rimaste, il resto sarebbe volato via presto.
L'edificio a fianco, nel disegno, è il villino di via Piemonte che la marchesa si fece costruire a Roma. Anche quello elegantissimo e particolare. Ma già a quei tempi la Casati era cambiata, i suoi capelli erano sempre più rossi, i suoi occhi sempre più bistrati e le sue apparizioni sempre più strabilianti. Aveva già cominciato a scrivere la sua leggenda.
La fugura intera è sempre Luisa, a una caccia alla volpa a Gallarate, all'incirca ai tempi in cui aveva conosciuto D'Annunzio. Era già ossessionata dall'occulto e dalle figure femminili drammatiche come la principessa Belgioioso, la baronessina Vetsera e la contessa di Castiglione.



A proposito del principe Jean Gerace


04/05/2012


Giovanni Battista Girolamo Guido Manfredi Ugo principe di Gerace e marchese Serra. Un personaggio fondamentale per la storia del dandismo italiano, ma completamente sconosciuto e irreperibile se non in pochissime fonti.
Una di queste proviene da "Memorie di un uomo inutile" del principe Francesco Caravita di Sirignano.

"Fra gli italiani eleganti della generazione precedente alla mia, spiccava Giovanni Serra, principe di Gerace. Jean Gerace era un uomo che rendeva elegante qualsiasi cosa indossasse. Aveva un cameriere molto devoto, Pasquale, che lo trattava con rispettosa familiarità.
Guardandosi allo specchio Jean un giorno disse: "Son giovane son bello son ricco son principe, Pasquà che mi manca?" "'A capa, eccellenza." l'informò il compito cameriere. Un'altra volta Gerace, che era sceso all'hotel Savoy di Londra, col fido ancello, gli disse: "Pasquà, va' a vedere come sono vestiti gli inglesi a quest'ora del giorno." "Subito eccellenza.". Pasquale scese in strada e tornò velocemente annunciando: "Qui, come gli inglesi, siamo vestiti solo voi e io.".



Follie a Capri


01/05/2012


La marchesa Casati, anche nei suoi soggiorni capresi, fece scalpore. Si aggirava vestita completamente di nero con in testa un alto cappello da mago e veli neri che ricadevano dalle falde e campanellini alle orecchie.
La marchesa andò a Capri per la prima volta in compagnia di Jean Serra principe di Gerace. Andarono a trovare Depéro nel suo studio. Un principe di scorta ad una "grande futurista".
Scrive Depéro: "Passando all'albergo Quisisana di Capri, apprendo che vi si trova per pochi giorni la marchesa Casati Stampa. Lascio un biglietto con i saluti e un augurio di vederla presto nel mio studio. Difatti alle ore diciotto dello stesso giorno e di ritorno dal bagno, la marchesa Casati giunge, imprevedutamente al mio studio di Anacapri. E' accompagnata da un principe napoletano e da un levriero bianco ed elastico come una piuma. calza scarpine con tacchi di madreperla; è confidenziale e intelligentissima...".
Lo scrittore Compton Mackenzie, anche lui assiduo frequentatore dell'isola insieme alla moglie, racconta di aver incontrato la marchesa appena arrivata, qualche anno più tardi, ospite del dottor Munthe. Era accompagnata da un amico effeminato, il suo gigantesco maggiordomo di colore, il pappagallo e le immancabili gazzelle dorate, e una quantità esagerata di bagagli.
La marchesa aveva invitato Mackenzie ad andarla a trovare a Villa San Michele, cosa che lo scrittore, piuttosto incuriosito, fece nei giorni a seguire.
Trovò la marchesa ad accoglierlo in un salotto, distesa su molte pellicce di orso bianco e completamente nuda.
L'aneddoto è raccontato dallo scrittore nel suo libro "Donne pericolose".



Villa Lysis


29/04/2012


La marchesa Casati era una frequentatrice di Villa Lysis, sempre a Capri. La casa che il barone, molto chiacchierato, Fersen si era fatto costruire nell'isola. Nella villa era stata ricavata una bellissima saletta che veniva usata come fumeria di oppio dal proprietario e dai suoi ospiti, tra cui appunto la marchesa, dedita a diversi tipi di sostanze. Il barone era noto a Capri, come del resto molti altri frequentatori dell'isola, per la sua omossessualità e per il suo interesse, anche artistico, per i giovani capresi.
La morte in circostanze mai totalmente chiarite di Fersen, dovuta probabilmente a un overdose, getta un alone di mistero attorno alla vita e al carattere di questo personaggio.
Sul fregio della villa campeggia ancora il motto "Amori et dolori sacrum".

Villa Lysis
29/04/2012

La marquise Casati était une habituée de Villa Lysis, toujours à Capri. Il s’agissait de la maison du
baron Fersen, très discuté pour sa réputation ambigüe. Dans la villa il avait fait installé un fumoir
pour l’opium très confortable, dans lequel il recevait ses hôtes, parmi lesquels la marquise, qui
utilisait toute sorte de drogues.
Le baron était bien connu à Capri, comme d’ailleurs la plus part des autres habitués de l’île, pour
son homosexualité et pour son intérêt, aussi artistique, pour les jeunes de Capri.
La mort de Fersen dans de circonstances jamais complètement clarifiées, due probablement à une
surdose, entourait d’un voile de mystère la vie et le caractère de ce personnage.
Sur la frise de la villa ressort encore le mot « Amori et dolori sacrum ».



La marchesa a Capri


27/04/2012


La marchesa Casati prese in affitto per molti anni la villa di San Michele a Capri di proprietà del dottor Axel Munthe.
L'amore per quel posto incantato durò quanto le beghe legali tra il proprietario e la ingombrante inquilina.
Un resoconto di questo lungo elenco di beghe e litigi è presente nel sito di Villa San Michele.
Quella dimora, che il povero Munthe aveva voluto come la casa del sole e del vento, fu adattata dalla marchesa a suo gusto. Le pareti furono tinteggiate in nero e lunghi drappi scuri coprivano le pareti chiare.

La marquise à Capri
27/04/2012

La marquise Casati avait loué pendant plusieurs année la Villa San Michele, sur l’île italienne de
Capri. La villa appartenait au médecin suédois Axel Munthe.
L’amour de la marquise pour ce lieu enchanté dura autant que les ennuis légaux entre le propriétaire
et l’encombrant locataire.
Le compte rendu de cette longue liste d’ennuis et de disputes est affiché sur le site de la Villa San
Michele.
Cette résidence, que le pauvre Munthe avait conçu comme la maison du soleil et du vent, fut
modifiée par la marquise à son goût. Les parois furent teintées en noir, et des grands draps foncés
couvraient les parois claires.



Ancora vita a Milano


20/04/2012


La madre della Casati, la signora Lucia Bressi, era nata a Vienna, da padre italiano e madre austriaca. Il padre, il conte Alberto, era un magnate della finanza lombarda.
La madre era morta molto presto, nel 1894, e il padre l'aveva seguita due anni dopo, forse per il troppo lavoro e il troppo stress.
Fatto sta che Luisa e la sua sorella maggiore Fanny erano diventate due ereditiere di primo piano nel contesto europeo.

Toujours à Milan
20/04/2012

La mère de la Casati, madame Lucia Bressi, est née à Vienne, son père étant
italien et sa mère autrichienne.
Son père, le compte Alberto, était un magnat de la finance en Lombardie.
Sa mère est décédée très tôt, en 1894, et deux ans après son père
l’avait suivie, peut être en raison du travail et du stress.
Luisa et sa soeur ainée Fanny étaient ainsi devenues deux héritières
de premier plan en Europe.



I love Milano


19/04/2012


Luisa Casati era nata a Milano nel 1881. Era la secondogenita del conte Amman, industriale e magnate illuminato, proprietario di cotonifici all'avanguardia a Pordenone.
Milano, all'epoca, era una città movimentata e frenetica come sempre.
L'elettricità era appena arrivata.

J’adore Milan
19/04/2012

Luisa Casati est née en 1881. Elle était la cadette du compte Amman, un esprit éclairé, industriel et
propriétaire de cotonneries à Pordenone, en Italie du nord.
A cette époque, Milan était une ville mouvementée et frénétique comme toujours.
L’électricité venait d’être découverte.



Work in progress!


18/04/2012


Presto riprenderò a lavorare sulla docu-biografia della marchesa Luisa Casati Amman che sto facendo per Dargaud.
La marchesa Casati, meglio nota come La Casati, è stato un personaggio strabiliante, che ha fatto parlare di sé a cavallo tra la Belle Epoque e la fine degli anni cinquanta. Una donna che di certo non ha mai avuto timore delle conseguenze delle sue azioni.
Ricchissima, ereditiera di un patrimonio enorme, ha speso la sua vita senza lasciare nulla, né parole, né atti, né beni.
L'unico suo intento era fondato sull'apparire, sull'effetto prodotto dalla sua immagine.
Ritratta da moltissimi artisti tra cui Boldini, Martini, John, ha lasciato un sentimento di incredulità, la sensazione sfuggente di un periodo in cui, per poche persone privilegiate, tutto era davvero possibile.
Il senso di colpa e la malinconia era vietata!

In questo schizzo la marchesa, nei suoi ultimi anni londinesi, cammina per le strade, alta, magrissima e coperta di vecchie pellicce piene di tarme.
Un relitto silenzioso e incomprensibile di un'epoca lontana e incredibile.

Work in progress!
18/04/2012

Je vais reprendre très tôt le travail que je suis en train de préparer pour Dargaud sur la marquise
Luisa Casati Amman. La marquise Casati, connue plutôt comme ‘la Casati’, a été un personnage
extraordinaire qui a bien fait parler d’elle entre la Belle Epoque et la fin des années cinquante.
Certes, une femme qui n’a jamais eu peur des conséquences de ses actions.
Richissime, héritière d’un énorme patrimoine, elle a dépensé toute sa vie sans rien laisser: ni mots,
ni actes, ni biens.
Son seul but était apparaître, et les effets produits par son image.
Peinte par de très nombreux artistes dont Boldini, Martini, John, elle a laissé une sensation
d’incrédulité: un sentiment fugace d’une époque où, pour un petit nombre de privilégiés, tout était
vraiment possible.
Mélancolie et culpabilité étaient bannis.
Dans ce croquis la marquise se promène dans les rues de Londres pendant ses dernières années:
terriblement mince, grande et couverte par de fourrures usagées et troués par le mites.
Une épave silencieuse et incompréhensible d'une époque incroyable et lointaine.



wa wa wa wa wa wa wa no no no no no no no no no na na na


13/04/2012


wa wa wa wa wa wa wa
no no no no no no no no no
na na na

well we can't take her this week
and her friends all want another speech
hoping for a better day to hear what she's got to say
all about the personality crisis
you got it while it was hot
but now frustration and heartache is what you've got
talking talking talking talking personality personality

now you're trying to be something
now you've got to do something
wanna be someone how wow wow
you must be thinking about the times you did
it took every ounce
well it sure got to be a shame
when you start to scream and shout
you got to contradict all those times
you better flyin' about - it's a butterfly
you got a personality crisis
you got it while it was hot
tell us how you know
frustation and heartache is what you got
coz when i'm talking talking personality personality
yeh yeh yeh yeh

and you're a prima ballerina on a spring afternoon
change on into the wolfman
howling at the moon, awoooh
got a personality crisis
you got it while it was hot
so hot y'know frustration and heartache is what you got
talking 'bout personality
talking / personality
yeah yeah yeah

The New York Dolls and me




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